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Il nome Martin Creed
(Wakefield, 1968) è da tempo noto agli appassionati d’arte
grazie al minimalismo sperimentale di Work No 227, The
Lights Going on and off, opera con la quale vinse il
Turner Prize nel 2001. La provocazione di una stanza vuota
nella quale le luci venivano accese e spente ogni cinque
secondi in modo metodico era senza dubbio in sintonia con
lo sperimentalismo e la ricerca di clamore pubblicitario
caratteristiche di questo atteso e criticato evento
artistico- mondano.
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Work No
850
è il più recente e provocatorio lavoro di
Martin Creed, ospitato dalla Tate Britain. Per i prossimi
quattro mesi alcune persone correranno, in senso
letterario, da una parte all’altra delle Duveen Galleries,
area scelta per ospitare la performance di Creed in quanto
avente, nella dinamica del museo, doppia funzione,
espositiva e di passaggio.
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L’idea di far correre un
gruppo di runners ad intervalli regolarissimi di
trenta secondi nello spazio neoclassico delle Duveen
Galleries è quantomeno un’originale provocazione
artistica, un’opera d’arte forse, seppur non nel formato
convenzionale e materiale del termine. La ritualità della
performance dei runners non può non ricordare il
maniacale accendersi e spegnersi delle luci in Work 227,
senonché stiamo qui parlando di corpi umani in movimento e
non di effetti luminosi.
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Alla curiosità collettiva
del come un tale progetto abbia trovato luce Creed ama
menzionare una sua visita alle catacombe dei Cappuccini di
Palermo, seguita, a pochi minuti dalla chiusura, dalla
decisione impulsiva di visitare letteralmente “di corsa”
il cimitero sotterraneo. Pare che lo stravagante
comportamento abbia poi ispirato all’artista l’idea di
corpi in movimento in un contesto solenne come il museo.
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La corsa come emblema della
vita, in un luogo, il museo, ormai essenzialmente ormai
vuoto d‘emozioni? O piuttosto l’opposto, un tentativo di
ricondurre il pubblico nelle silenziose stanze della
cultura?
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L’intervento
di Puma come sponsor della performance non ha certo
contribuito a sollevare il dubbio di chi vede in Creed
semplicemente un ideatore di brillanti trovate
pubblicitarie, in questo caso finalizzate a migliorare la
presenza di visitatori in una Tate Britain un
po’sofferente, schiacciata dalla crescente popolarità
della sorella maggiore Tate Modern.
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Alle accuse di
pretenziosità Creed risponde con una visione dell’arte
come esperienza teatrale, inscindibile dall’azione e come
tale dipendente dalla presenza di attività e movimento.
L’opera senza dubbio è aperta a una miriade di possibilità
interpretative. Da una parte celebrazione del corpo umano
nella sua massima espressione, il movimento, dall’altra la
volontà di produrre arte “divertente”. Il fine di questa
pazza corsa non ci è rivelato ma possiamo supporre che
Creed stia qui riaffermando l’idea di vita come flusso
continuo in cui l’inatteso, la corsa sfrenata di una
manciata di secondi, è sempre dietro l’angolo.
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L’effetto
della performance sul pubblico è duplice: questo correre
letteralmente “a briglie sciolte” trasmette una sensazione
di vitalità e di libertà ma anche di spaesamento dovuto al
pensiero inquietante di essere spettatori di una corsa
senza meta e senza uno specifico fine. Una cosa è certa,
l’intensità e la velocità della corsa contrastano
volutamente con l’immobilità dell’istituzione museale, in
una diversità esteticamente piacevole.
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Creed astuto
creativo oppure, come parte della critica lo definisce,
maestro concettuale, sentimentalmente legato alle
tematiche ambientaliste, percui in un mondo talmente
saturo di cose, a che scopo creare e accumulare altra
materia quando si ha a disposizione un medium ricco di
possibilità come il corpo umano?
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Un
avvertimento, infine. Chi tra il pubblico volesse tentare
il proprio potenziale agonistico rimarrebbe deluso: il
pubblico non è autorizzato a partecipare alla corsa,
questo per motivi di sicurezza o forse per non spezzare
l’incantesimo che ha trasformato un atto fisico in
un’opera d’arte.
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Martin Creed
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The Duveen
Galleries Commission 2008
- 1 luglio -
16 novembre 2008
- Tate
Britain
-
Millbank
- London
SW1P 4RG
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- Orari:
- Tutti i
giorni, 10.00-17.40
Apertura serale il primo venerdì di ogni mese, 18.00-22.00
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Switchboard:
- 0044 20
7887 8888
- (Lunedì-
Venerdì, 9.00-17.50)
- Ingresso
gratuito.
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Informazioni sull’artista:
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