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ELISA GIOVANNINI

Elisa Giovannini su Lucian Freud

 

 

 

 
 
Il segreto del fascino brutale dei ritratti di Lucian Freud è da ricercare in un percorso artistico e personale davvero fuori dal comune.
Lucian Freud nasce a Berlino nel 1922; il padre, Ernst, è un architetto di successo ultimogenito del fondatore della psicanalisi, Sigmund Freud.
 
   
 
In seguito ai gravi cambiamenti politici, nel 1933 la famiglia Freud ottiene asilo politico in Gran Bretagna, dove Lucian frequenta varie scuole d’arte private, tra cui la Central School of Art di Londra e l’East Anglian School of Painting and Drawing in Dedham.
 
Di spirito avventuroso, dopo una breve esperienza a bordo di una nave mercantile, Lucian si reca a Parigi, dove incontra Giacometti e Picasso, e in Grecia, dove lavora con il pittore John Craxton. Ritornato in Gran Bretagna Freud subisce il fascino dello stile di vita impetuoso di Francis Bacon e in breve si crea la reputazione di scommettitore incallito sui tavoli da gioco.
 
La storia personale dell’artista vede un passato e un presente di amanti, muse  e “almeno” quattordici figli, gelosamente protetti dalle luci della ribalta, in nome di una privacy fieramente e sorprendentemente mantenuta nel corso di una lunga carriera di successo, culminata nel 1987, in occasione di una mostra in Washington DC, quando venne definito “il più grande pittore realista vivente”.
 
Artista infaticabile e brillante conversatore di letteratura, arte e vita, Freud ha creato, nella sua lunga e produttiva carriera, ritratti così intensamente espressivi da meritare appieno il paragone con i grandi maestri ritrattisti del passato.
 
Osservando le incisioni in mostra alla Marlborough Gallery, incontriamo volti e corpi di una bruttezza eroica, il cui fascino trova radici nel grottesco e nell’inusitato.
 
La magnetica bruttezza del destabilizzante volto maturo, trasfigurato dalla vita, di Head of Man ( 1986-1987), così come la trasandata opulenza di Girl Sitting (1987) suggeriscono una prepotente sensualità e invitano a una riflessione sull’interesse ossessivo dell’artista nei confronti della fisicità.
 
La partecipazione dell’artista alla mostra Encounters, progetto in cui artisti di fama internazionale hanno creato lavori in risposta a celebri opere della National Gallery di Londra, ha prodotto la serie After Chardin (2000), ispirata a La maîtresse d’école di Chardin, in cui Freud esplora la latente aggressività dell’ambiguo rapporto tra la giovane insegnante e il suo allievo, trasformando un’opera del passato in un intimo psicodramma moderno.
 
Se il confronto con Rubens, proposto da alcuni critici, può sembrare azzardato, vi è tuttavia, nei ritratti di Freud, una drammaticità tale, nel modo in cui i caratteri rappresentati sviluppano una propria esistenza, che veramente rimanda alla grande arte figurativa dei secoli passati.
 
LUCIAN FREUD
Etchings   
25 May - 23 Jun 2005
 
MARLBOROUGH FINE ART
 
6, Albemarle Street
London W1S 4BY
United Kingdom

 

Tel: +44 (0)20 7629 5161
Fax: +44 (0)20 7629 6338
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