La fotografa indiana Dayanita Singh,
autrice di reportages sociali e stimata collaboratrice di
prestigiose pubblicazioni internazionali, tra cui The New
Yorker and Newsweek, è anche considerata una delle più
promettenti fotografe contemporanee.
La svolta determinante avviene nel 1992 e
coincide con una crisi artistica della Singh, che stanca
dei metodi sensazionalistici del fotogiornalismo, inizia a
dedicarsi con passione alla fotografia di genere, mettendo
in luce aspetti della vita sociale del suo paese
volutamente trascurati dalla stampa occidentale.
Questo cambiamento di obiettivi matura in
ritratti di amici di famiglia appartenenti alla borghesia
indiana, fotografati nelle loro abitazioni, in un
tentativo di documentare un’altra India, quella dei
privilegi e dei cambiamenti economico-sociali, in un
momento storico particolarmente confuso, segnato da una
rapida occidentalizzazione.
Affascinata dal potenziale espressivo degli
oggetti, nel 2002 l’artista inizia a occuparsi di un altro
tipo di ritrattistica, fotografando abitazioni di
familiari e conoscenti a Calcutta.
L’elemento di novità di queste foto
consiste nella scelta di presentare ambienti svuotati
della presenza umana, ma resi vivi dalla presenza di
oggetti-protagonisti, dalla forte personalità evocativa.
I nuovi lavori di Chairs sono frutto
della partecipazione dell’artista al programma Artist in
Residence, iniziativa promossa dal Gardner Museum di
Boston, nonché della collaborazione con un team di
curatori internazionali, tra cui lo studioso Fausto
Calderai, esperto di storia dell’arredamento.
Gli austeri ambienti di biblioteche
(Calcutta Club Library, 2002) e musei (Kamraj House
Museum, Chennai, 2002), come la sala da ballo
di un palazzo indiano del diciottesimo secolo (Ladies
Dance Room, 2002) servono da contenitore alla capacità
espressiva dei dettagli d’arredo scelti da Singh; umili o
importanti, appartenenti a stili e periodi diversi,
spaziano dallo stile coloniale barocco al moderno
minimalismo, componendo un originale mix di culture in
mutevole equilibrio tra mondo occidentale e orientale.
Oggetti d’uso quotidiano vengono
improvvisamente elevati allo status di contenitori di
informazioni: dall’accettazione della propria posizione
all’interno di una ben definita gerarchia sociale (Planter’s
Chair, Calcutta, 2002) al recupero di ricordi
familiari (Chair Family, Morvi, 2002), le
fotografie di Singh intendono comunicare l’importanza
della storia e della memoria individuale attraverso
connessioni tra luoghi ed effetti personali.

Dayanita Singh
Asiatic Library Reading Room, Bombay 2000
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DAYANITA SINGH
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Chairs
2 June - 15 July 2005
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FRITH STREET GALLERY
Opening times:
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59, 60 Frith
Street
Tuesday to Friday 10am – 6pm
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London W1D 3JJ
Saturday 11am - 4pm
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UK
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Tel: + 44 (0) 20 7494 1550
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Fax: +44 (0) 20 7287 3733
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