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MAGICO PADIGLIONE ITALIA  

                                                                               

GARAGE N° 3 Gallery
ITINERARI 80 Center
Via Cavallotti 83/B
30171 Venezia Mestre ITALIA
daliobaracchi@hotmail.com

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NASCE UN NUOVO “ MAGICO PADIGLIONE ITALIA”

Nel ricordo ci sono le Biennali veneziane del dopoguerra, quando il Padiglione Italia ai Giardini era un punto di riferimento e di confronto di cui non potevamo fare a meno. Gli appuntamenti avvenivano sui gradini bianchi davanti all’ingresso, nei giorni movimentati del vernissage. I critici, i galleristi, gli artisti, gli amatori d’arte, carichi di opuscoli, comunicati stampa, e in attesa del fatidico pesantissimo catalogo della Mostra, discutevano con civiltà e intelligenza, scambiavano idee e opinioni, in un rito che si rinnovava e nel quale ognuno era anche protagonista. Nelle sale di quel Padiglione, a seconda delle tendenze e dei gruppi, erano visibili gli artisti italiani invitati. Ovviamente la loro partecipazione suscitava spesso contrasti, gi animi si infiammavano ma poi tutto si ridimensionava, si placava. Gli esclusi pensavano che prima o poi sarebbe toccato anche a loro di essere presenti. Nel 2005 invece tutto è cambiato. Il Padiglione Italia, tanto amato o detestato, è sparito dalle sue funzioni di un tempo. Ne abbiamo preso atto con rabbia e anche disperazione, perché esso ci rappresentava storicamente, anche se a volte lo avevamo contestato. La Biennale 2005 ci appare incompleta e zoppicante. Il panorama artistico del nostro Paese è improvvisamente svanito nel nulla, dissolto nelle nebbie della laguna.
Per fortuna un nuovo sodalizio di artisti ha ideato un “Magico Padiglione Italia” decentrato, in terraferma, a Venezia Mestre,pronto a moltiplicarsi anche in altre località. L’arte infatti ha bisogno di spazio, di entusiasmo, di forza e fiducia. “Magico” è un aggettivo che sa di prodigi, di fantasia, di atmosfere incantate. Gli uomini devono credere nell’arte e nella poesia per proseguire il loro cammino vitale.

 

Milena Milani
Agosto 2005

MAGICO
PADIGLIONE
ITALIA

IL NOSTRO PADIGLIONE ITALIA

La 51ma Biennale di Venezia ha sconcertato. Alcuni diranno come sempre. Io penso che questa edizione abbia accentuato i suoi naturali difetti organizzativi e soprattutto l’assurda esclusione  degli artisti italiani dal Padiglione Italia. Un’operazione che viene svolta a scapito del paese ospitante e della tradizione in una prospettiva solo politica-mercantile. Una tradizione che non vuole essere legata al passatismo ma memoria storica positiva di una manifestazione che era nata prettamente italiana e che si è allargata negli anni in una visione più globale ma che non deve far rinunciare e dimenticare i legami con Venezia e l’Italia. Un’Italia che forse ha abdicato nell’idea dei suoi amministratori e manager del pensiero debole a svolgere un ruolo indipendente ma solo sussidiario. L’antico male della politica in Italia. Noi vogliamo ribadire che non ci riconosciamo in questa scelta che vede l’esclusione della presenza degli artisti italiani dal Padiglione Italia. Noi esistiamo e non accettiamo il sacrificio sull’altare di una miope politica mercantile. Per questo motivo costituiamo un Padiglione Italia più reale per sottolineare tutto questo e far capire che la nostra forza è in questa alternatività. Spesso non basta avere il contenitore ma occorre il contenuto.

Giancarlo   Da Lio

 

Philippe Daverio e Giancarlo Da Lio Chatain visita la mostra MPI Paul Tiilila visita il MPI

Uno, dieci, cento, mille Padiglioni Italia. Un vecchio slogan del ‘68 che si addice a questa situazione surreale creatasi all’interno della 51ma Biennale di Venezia. La consegna del Padiglione Italia ai Barbari. Forse si è toccato il fondo ma ormai siamo abituati  che nulla è impossibile. Ma noi non vogliamo far parte di quell’adeguamento al pensiero debole che poco o nulla ha da dirci. Per questo il nostro Padiglione Italia ha l’appellativo di Magico perchè sempre magica è la creatività che nessun gioco politico mercantile potrà vanificare.    

Giancarlo   Da Lio

NOTE BIOGRAFICHE DEGLI ARTISTI

Performance di Laura Cristin
SILVIA ABBIEZZI

 

Un'opera che si addice molto ai nostri tempi che hanno favorito il parlare a tutti i costi al di là della riflessione e dove il neo linguaggio ha equiparato il fondamentale al complementare
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TIZIANA BARACCHI

 

I sogni traditi degli anni sessanta a confronto con i paradisi artificiali del consumismo che desidera un uomo ad una sola dimensione
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DONATO CERON

 

L’inquietudine sempre latente accompagna il suo essere artista  in una dimensione che considera il corpo come strumento essenziale per poter comunicare
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MANUEL CHIESA

 

Un modo provocatorio di appartenere ad una generazione di artisti figli di un sentimento nato spontaneamente e coltivato al di là di ogni possibile considerazione utilitaristica
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ATHOS COLLURA

 

Esistono ancora i pittori? Sarebbe come negare i sogni. Sogni rappresentati da un paesaggio mediterraneo e dai panni stesi, limiti mobili che ci aiutano a scoprire
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CARMELA CORSITTO

 

L’attenzione per ciò che abbiamo esaurito, consumato viene espressa soprattutto attraverso il concetto di installazione  che è riuscita a rendere duratura e di dimensione adatte alla realtà  dell’edilizia speculativa
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LAURA CRISTIN

 

Il destino nel nome. Non poteva che essere attirata dal tema dell’acqua ma soprattutto dalla chiarezza a cui tutti noi aspiriamo

 

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ADOLFINA DE STEFANI

 

Pigmalione di situazioni, azioni mai improvvisate ma studiate con professionalità. Spesso nelle sue opere  troviamo l’inserimento di oggetti appuntiti che ci fanno ricordare il suo carattere esplosivo. La voce  del buonsenso  retaggio del passato

 

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STELLA DINA

 

Un viaggio che la porta ad operare nell’architettura della concretezza e della poesia. Non potevo restare insensibile  al suo messaggio che non lascia dubbi come il suo modo di rispondere sempre schietto, deciso
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FERNANDA DUSO

 

Spesso dimentichiamo di ringraziare chi ha il dono di farci rivisitare da altri orizzonti un mondo che abbiamo imparato a conoscere soltanto attraverso la lettura
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CARLO FONTANA

 

Non ò facile operare nel mondo dell’arte soprattutto se il nome che si porta è un continuo confronto. Carlo Fontana ha accettato anche questa sfida
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PAOLO GOBBI

 

Delicatezza, equilibrio, leggerezza  troviamo nelle sue opere neogeometriche, razionali. Un razionalismo che non ha rinunciato al calore e al colore di una terra che non può lasciarci indifferenti come l’essenzialità
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CLAUDIO GRANDINETTI

 

Le teste vuote  da un po’ di tempo accompagnano il percorso artistico di Claudio che con una leggera ironia sottolinea i miti vuoti dell’oggi basati sulla non memoria e sull’effimero
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ANTONELLO MANTOVANI

 

La calma apparente accompagna il suo modo di essere artista  sia nel vestire sia nell’opera che mi fa ritornare alla mente Se fossi foco..
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MILENA MILANI

 

Chi può onorarsi di averla conosciuta e frequentata può ritenersi fortunato
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VINCENZO MONTELLA

 

La conoscenza dell’uomo e  dell’ambiente si completano anche attraverso la fotografia, il fotomontaggio e la scrittura. Ogni atto scientifico è anche un atto artistico
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ZITA NOE’

 

Un percorso strettamente unitario per la serietà della realizzazione  e per la variabilità del tema che è solo apparente come il tramonto del sole
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GIANNI NOLI

 

Un tema preferito, la chiave e di conseguenza la toppa che accompagnano un percorso che vede scultura, installazione, haiku ma soprattutto la gioia del fare e farne partecipi gli altri
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ROBERTO SANCHEZ

 

Opere da viaggio, opere mobili sono frutti di un percorso che non lascia dubbi sulla scelta di idee di libertà
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GIANLUCA SCORDO

 

La curiosità e la passione lo porta a cercare di operare con tutti i mezzi e con tutte le espressioni che possono essere privilegiate in momenti ma sempre a scelta multipla
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STEFANO SODDU

Un ri-incontrarsi. Una partenza mai avvenuta poiché il movimento è la nostra condizione naturale di essere

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SALVATORE STARACE

 

Il difensore del ponte di Seiano dimostra una duttilità e una autonomia di scelta che spesso può spiazzare  chi è abituato a percorrere solo strade già dimenticate
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topylabrys

 

Penso che potrebbe vivere soltanto a Milano o a New York. L’essenza della civiltà industriale del secondo novecento è nel suo DNA e crea un ponte di sensibilità tra due mondi apparentemente contrapposti.
Giancarlo Da Lio
Venezia agosto 2005
 
Links Utili:
http://www.guzzardi.it/arte/ 
http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=22718
http://www.teknemedia.net/dettaglio_news.html?newsId=12239
http://www.ilportaledelsud.org/notiziario.htm
http://www.literary.it/comunicati/comunicato.asp?id=2139751640
http://www.arte.go.it/eventi/2005/667.htm
http://www.villafranceschi.it/
http://www.undo.net/cgi-bin/undo/artforum/artforum.pl
http://www.bed-and-breakfast.it/evento.cfm?idevents=21076&idregione=20
http://www.pitturafresca.it/dettaglio_mostre.asp?idmostra=3
http://www.francoma.it/notizie/notiziehome.htm
http://venezia.art49.com/art49/art49venezia.nsf/0/03CAA172F3A4DE7CC1257072005853DA?OpenDocument&lang=
www.extrart.it/articolo.php?cod=1337
http://www.adrart.it/    Venezia
http://www.comanducci.it/Italiano/dett_mostre.asp?indice=658
http://www.art.e-zine.it/Eventi.asp?cmd=view&ID=636
http://plexus.org/cgi-bin/chalk/oneworld.pl?read=1765
http://www.progettobabele.it/concorsiesegnalazioni/mostre.php
www.gianlucascordo.it/gianlucascordo/eventi/padiglione%20italia/padiglione%20italia.html
www.arteinrete.net/mostre.asp
http://freeweb.supereva.com/artebeffarda/index.htm?p
http://freeweb.supereva.com/siderurgiko/itinerari.htm?p
http://www.manopolo.tk/
http://www.sitart.org/eventi/pagev.htm

 

 

 

 

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