- Martedi 2 gennaio 2001 -
Una straordinaria esposizione in cui larte e la
- storia si incontrano a narrare una vicenda
lunga un secolo, quella italiana
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Un'opera
di Capogrossi |
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..........Giunti al termine del secolo sembra inevitabile
provare a fare un bilancio di quanto è accaduto negli ultimi cento anni. Non è
certamente un compito semplice riuscire a tirare le somme ed esibire, in una mostra, i
momenti salienti di un intervallo di tempo così ampio e soprattutto denso di avvenimenti.
La volontà dei curatori dellesposizione, inaugurata alle Scuderie Papali, è quella
di istituire un nesso tra Arte e Storia. Una sfida difficile e rischiosa accolta e vinta
con abilità da Maurizio Calvesi e Paul Ginsborg.
Lo storico e il critico darte raccontano la vicenda italiana, mettendo in relazione
due aspetti della stessa realtà, quello artistico e quello storico. E larte a
condurre il gioco. Le sette sezioni tematiche, dedicate a diverse scelte espressive,
offrono lo spunto per riflessioni sulla storia dItalia. Si parte dallopera per
indagare e fare luce su alcuni avvenimenti cruciali per il nostro Paese.
Calvesi presenta, quindi, il 900 suddiviso in sette sezioni che non seguono un
criterio cronologico, ma mettono a confronto alcuni artisti della prima e della seconda
metà del secolo, tutti riconducibili a ricerche espressive affini. Una breve
introduzione, intitolata Al debutto del secolo, mostra le premesse dalle quali prende
avvio litinerario artistico novecentesco. In un'Italia soggiogata dal Liberty sono
essenzialmente due le tendenze che dominano lo scenario artistico: il Divisionismo, che
movendosi da artisti quali Previati, Segantini, Pellizza da Volpedo getta le basi della
futura evoluzione espressiva di Balla, Boccioni, Carrà e il Simbolismo, rappresentato da
Romolo Romani, Gino Rossi e Wildt. Viene dedicato un piccolo spazio a Modigliani, artista
singolare che sfugge ad ogni classificazione.
..........La seconda sezione, Dal Futurismo alle poetiche della
materia, ha come protagonisti, tra gli altri, Balla, Boccioni, Carrà, Prampolini, Colla,
Fontana, Burri e Scialoja. In definitiva sono stati selezionati i nomi più
rappresentativi di una scelta espressiva fondata sullindagine e sulla raffigurazione
della materia.
Si parte dalla macchina, dallanalisi del movimento fino a giungere al Polimaterismo
Futurista di Prampolini. Illuminanti le parole dellartista: Larte
polimaterica non è una tecnica ma come la pittura e la scultura un mezzo di
espressione artistica
(da E. Prampolini, Arte Polimaterica, Roma 1944).
Ginsborg inserisce, nella sala che accoglie questo tema, il proprio contributo storico. Il
percorso si intitola MACCHINA E MOVIMENTO; VIOLENZE. Estrapola il soggetto dal quadro di
Carrà, La Stazione di Milano (1909) e lo analizza come luogo storico, assunto come
simbolo della vita economica e sociale dItalia.
..........La terza sezione, Tra Naturalismo e Informale, attraverso le
opere di Soffici, Carrà, Tosi, De Pisis, Savinio, Morandi e poi Morlotti, Basaldella e
Leoncillo (solo per citarne alcuni), esibisce i modi e le espressioni in cui sono
trasfigurate le immagini della Natura. Il percorso storico PANE, VINO, OLIO completa lo
scenario fornendo dettagli circa il tipo di attività agricola praticata e di conseguenza
ci illustra il paesaggio che si spiega di fronte agli occhi degli artisti.
..........La IV sezione è dedicata allAstrattismo. Numerosi nomi
presentano il proprio contributo, da Balla a Licini, da Capogrossi a Dorazio fino a
Turcato. Tutti autori di una significativa svolta dellarte italiana. La storia
affronta il tema CITTA E POLITICA e fornisce utili chiavi di lettura per le opere
esposte. Ne chiarisce le premesse, svela gli umori, le tendenze politiche, i fermenti alla
base delle scelte linguistiche di questi artisti.
Giungiamo alla V sezione, La classicità tra Metafisica, Tradizione e Concetto, momento di
crisi e polemica nei confronti dellarte astratta. Protagonista è il ritorno
allordine, il recupero della forma, la devota attenzione a restituirle quella
classica fisicità. Così assistiamo alla rappresentazione di volti perfettamente ovali;
gli oggetti e le figure ritratte richiamano la geometria dei corpi. Si attua una ricerca
quasi ossessiva ed esasperata, ben lontana dai modelli classici ai quali questi artisti si
ispirano. Qualcosa è profondamente cambiato e, nonostante la volontà di recuperare la
figura, spesso si riesce soltanto a raffigurare manichini inanimati. Il percorso storico
analizza la classicità, la famiglia, il patronage.
Un passo avanti ed ecco la VI sezione, Espressionismo, Antinovecento e Nuovo Racconto. Si
conclude qui lo spazio espositivo delle Scuderie. Larea tematica illustra
lesperienza della Scuola Romana e di Corrente. Un grande pannello di Guttuso
rappresenta i funerali di Togliatti, Scipione ritrae Il Cardinal Decano e Ginsborg
interviene per parlare di RELIGIOSITA.
..........Le ultime due sezioni, allocate presso i Mercati Traianei,
sono denominate rispettivamente Segnali della comunicazione Immagini e
Installazioni - e Immagine immateriale. La prima offre spazio a quegli artisti che
conducono una ricerca artistica affine alla pop art e tra i tanti segnaliamo: Gnoli,
Kounellis, Merz, Michelangelo Pistoletto, Rotella e Schifano. Lultima è dedicata
alle sperimentazioni multimediali e interattive più recenti. Tra i presenti: Grazia
Toderi, Baruchello, Studio Azzurro, Patella.
Il percorso storico connesso a queste due ultime sezioni si intitola CONSUMI E
CONTESTAZIONE e si va dal boom economico ai movimenti femministi.
Un appuntamento denso che coinvolge ben 130 autorevoli artisti ed elabora una articolata
esplorazione storica per grandi temi. Un esperimento difficile ma sicuramente ben
riuscito.
Solo due osservazioni: lilluminazione dei dipinti della I sezione al piano terra non
è decisamente delle migliori, infine, la scelta di appendere al soffitto il nastro che
corre lungo tutta lesposizione e che contiene i percorsi storici è piuttosto
infelice, data la lettura poco agevole che tale soluzione concede.
La mostra è completata dalla proiezione di filmati sul 900 messi a disposizione
dallArchivio dellIstituto Luce.