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E V O L U T I O N

Io ne ho viste "case" che voi umani non potreste immaginarvi...

                     

                 

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L’evoluzione del design digitale ha sottoposto la realtà fisica al riesame di nuovi orizzonti di senso. Complice l’estasi della virtualità, l’èphémére costituisce l’antidoto all’ossessione della pesantezza della materia. Questa astrazione può dar luogo ad uno straniamento subliminaLe che si installa nella nostra coscienza coME una latente deriva onIrica.

                   

Il trasferimento dal reale al virtuale dissimula forse l’esperienza del primo viaggio che abbiamo compiuto: dalla condizione amniotica prenatale alla bolla vitrea dell’incubatrice…Qui il nostro Cyborg disponendo NEL SUO HARDWARE di una manciata di gigabyte potrà superare la soglia minima di competenze per presentarsi all’imbarco del cyberspazio.  E il viaggio può cominciare…

                   

LA TORRE SORGE DA UNO SPECCHIO D’ACQUA CHE SI RIFLETTE NELLA VERTIGINE ANAMORFICA DEL GRANDE IMBUTO VITREO CHE NE COSTITUISCE LA LOBBY. LA SUPERFICIE TRONCO CONICA, DEFINITA DAL CORONAMENTO DEI BRISE SOLEIL, E’ INTERCETTATA DAI PILOTIS CHE LA OLTRAPASSANO AFFONDANDO NEI CERCHI CONCENTRICI DEL BACINO.

                   

La forza espressiva dei pilotis, che rastremandosi lungo la verticale dissimulano un fascio di bambou, trova il suo apice nel canestro strutturale che inanella le piattaforme ellittiche dei terrazzi. queste si avvItano, come petali flottanti, in una torsione spiroidale che sembra obbedire ad un naturale tropismo gravitazionale.

                   

la navicella pneumatica dell’ascensore, nel perforare i piani sottostanti il vertiginoso condotto vitreo, approda alla bolla terminale che si preannuncia come una skylobby mozzafiato.

                   

l’involucro appare come un abito rutilante cucito su sinuosita’ antropometriche non prive di sex appeal. quelle livrèe d’acciaio microforato avvolgono come onde metalliche (hard waves) la struttura portante del grattacielo declinando la vibratile leggerezza di una “ola” verticale. l’approccio a distanza ravvicinata evidenzIa una stream line high tech che si apparenta con morfologie aerodinamiche.

                               

se l’architettura non divorziera’ dai sogni che alimentano il bisogno visionario di pensare ad un futuro ancora plausibile per i "tall buildings", al di la di ogni illusionistica ars combinatoria, si dovranno riscrivere le condizioni fondative di un’autonomia virtuosa ed ecocompatibile  del loro fabbisogno energetico.

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